Progetti di Ricerca e Scavi archeologici

Progetti di Ricerca

In Corso

-Il CeSQ partecipa come co-finanziatore agli scavi a Riparo l’Oscurusciuto (Ginosa -Taranto) condotti dal prof. Francesco Boschin del Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena e socio CeSQ. L’Oscurusciuto è un importante sito del Paleolitico medio, che sta fornendo dati particolarmente significativi per la conoscenza dello stile di vita dell’Uomo di Neandertal. In collaborazione con Università di Siena, Comune di Ginosa, Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo.

-“Studio dei materiali ceramici provenienti dall’insediamento della media età del Bronzo di Gorgo del Ciliegio (Sansepolcro – AR)” - Restauro, restituzione grafica, catalogazione, classificazione studio e pubblicazione dell’industria fittile rinvenuta nel corso degli scavi condotti tra il 2001 e il 2013 nell’abitato della media età del Bronzo di Gorgo del Ciliegio (Sansepolcro – AR). In collaborazione con UR Preistoria e Antropologia del DSFTA – Università di Siena; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio di Siena, Arezzo e Grosseto.

-“Restauro di ceramiche provenienti dal centro protourbano di Trebbio” - Restauro di vasi provenienti dagli scavi effettuati dal 2000 al 2010 nel sito dell'età del Ferro di Trebbio e realizzazione di repliche per eventuali futuri scopi espositivi, effettuato da volontari del CeSQ con la supervisione della SABAP di Siena, Grosseto e Arezzo. Data l’entità dei ritrovamenti si tratta di un progetto di lunga durata che verrà portato avanti anche nel corso dei prossimi anni in tempi e modi compatibili con la disponibilità dei soci. In collaborazione con Soprintendenza Archeologia, belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, Università “Federico II di Napoli”, UR Preistoria e Antropologia del DSFTA.

-“Ricerche sulla Preistoria del Cilento” - Il CeSQ co-finanzia (grazie alla collaborazione con gli enti locali del territorio) e partecipa con alcuni soci agli scavi alla Grotta della Cala (Camerota - SA) e alla Grotta di Castelcivita (Castelcivita - SA) condotti dalla Prof. Adriana Moroni dell’UR di Preistoria e Antropologia del DSFTA dell’Università di Siena e socia CeSQ. Si tratta di importanti siti Paleolitici, che stanno fornendo dati fondamentali per la ricostruzione di una delle fasi più significative della nostra storia remota: l'estinzione dei Neandertaliani e l'arrivo in Europa dall'Africa dell'Uomo anatomicamente moderno (Homo sapiens). Dal 2018 la sinergia tra CeSQ, Università e Comune di Camerota ha portato ad un’eccezionale scoperta attualmente in corso di pubblicazione: il rinvenimento, nella parte più remota della grotta di un’area sepolcrale della media età del Bronzo che ha restituito più di 100 perle in pasta vitrea e ambra. In collaborazione con Università di Siena, Comune di Camerota, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino

-“Il Paleolitico medio in Toscana” - Il CeSQ co-finanzia e partecipa con alcuni dei soci agli scavi alla Grotta dei Santi (Monte Argentario - GR) condotti dal Dott. Vincenzo Spagnolo (socio CeSQ). La Grotta dei Santi è stata abitata da gruppi di cacciatori-raccoglitori alla fine del Paleolitico medio ed è pertanto un sito chiave per la comprensione delle dinamiche relative all’estinzione dell’uomo di Neanderthal in Italia centrale. In collaborazione con Università di Siena, Comune di Monte argentario, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

-Restauro, restituzione grafica, catalogazione, classificazione studio e pubblicazione dell’industria fittile rinvenuta nel corso degli scavi condotti tra il 2001 e il 2013 nell’abitato della media età del Bronzo di Gorgo del Ciliegio (Sansepolcro – AR).

-Studio condotto dalla dott. Michela Meozzi, vincitrice della borsa di studio promossa dalla Fondazione Marco Gennaioli Onlus e dal Centro Studi sul Quaternario, avente come argomento la revisione dell'archivio Graziani, storica e nobile famiglia di Borgo Sansepolcro, che nei secoli ha mantenuto viva la memoria grazie ai documenti e alle opere d’arte conservate presso l’attuale residenza dei suoi discendenti. Il lavoro è destinato a sfociare in una pubblicazione dedicata.

-"Prehistoric Food": un marchio per la tracciabilità storica dei prodotti agro-alimentari VAI ALLA PAGINA DEL PROGETTO

Completati

-“Catalogazione dei reperti archeologici conservati presso la sede del CeSQ” - Alla fine del 2021 è iniziata l’opera di catalogazione secondo le norme ICCD dei reperti archeologici conservati presso la sede del CeSQ al fine di acquisirne il regolare deposito temporaneo. Il progetto, che è stato concordato con il funzionario di zona della Soprintendenza competente, dott. Giovanni Altamore, si è avvalso dell’attività volontaria di un socio del CeSQ ed è stato portato a termine nel 2022. In collaborazione con Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

-“Restauro e studio di materiale archeologico proveniente dall’Italia centrale”. Il progetto, conclusosi nell’arco del 2022, si è avvalso dell’operato di personale strutturato dell’Università. In collaborazione con Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo; UR Preistoria e Antropologia del DSFTA.

-"Indagine palinologica e geologica dell’area di Pietralba" (Pieve Santo Stefano – AR) – (in collaborazione con: Aboca Museum; Dip. di Scienze Ambientali Univ. di Siena; specialisti dei Dpt. Di Biologia Vegetale e Scienze della Terra dell’Università di Firenze

-“L’uso dei vegetali nell’età del bronzo” - Il progetto è focalizzato sullo studio dei resti vegetali provenienti dal sito di Gorgo del Ciliegio (Sansepolcro-AR) ed ha lo scopo di incrementare le conoscenze sulle piante utilizzate per vari scopi (alimentari, curativi, costruttivi) dalle antiche comunità dell’età del bronzo. A tale fine è stato effettuato lo studio dei macroresti vegetali (legni e semi combusti) e sono in corso l’analisi delle tracce d’uso e l’identificazione di eventuali residui su macine, macinelli e pestelli e sugli strumenti in pietra scheggiata. Collaborazioni: Maria Letizia Carra (Università di Bologna), Antonella Miola (Università di Padova) e Rachele Rampazzo (Università “La Sapienza” Roma).

-Realizzazione di una Carta della potenzialità archeologica del Comune di Sansepolcro (AR), tramite la compilazione di un database georeferenziato implementabile, da fornire come strumento di tutela e conservazione sia alla Soprintendenza Archeologica che al Comune di Sansepolcro per l'inserimento nel piano strutturale comunale al fine di una pianificazione che tenga conto del substrato storico-archeologico del territorio.

-Analisi spaziale su piattaforma GIS dei reperti e degli elementi strutturali del sito della media et del Bronzo di Gorgo del Ciliegio (in corso). Tale studio è sfociato in un articolo dal titolo: "Settlement, space organization and land-use of a small Middle Bronze Age community of Central Italy. The case study of Gorgo del Ciliegio (Arezzo - Tuscany)" uscito nel 2020 sulla rivista internazionale "Quaternary International".

-"Chi eravamo. I volti del Medioevo nell’alto Tevere Toscano" (Sansepolcro – AR): studio paleoantropologico di alcune sepolture medievali rinvenute in alcuni siti del territorio di Sansepolcro e inquadramento crono-culturale e etnografico. (in collaborazione con Aboca Museum, Dip. di Scienze Ambientali Univ. di Siena, Fondazione Marco Gennaioli Onlus, Isipu - Istituto Italiano di Paleontologia umana) SCARICA LA LOCANDINA DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

 

Scavi Archeologici

  • Rassegna stampa (2005) (2006) (2007) (2008) (2009)
  • estate 2003 - 2011 -collaborazione con l'Unità di Ricerca (già Sezione) di Ecologia Preistorica del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, per le campagne di scavo nei siti di Gorgo del Ciliegio (Val d’Afra, Sansepolcro) dell'Età del Bronzo e Spinellina-Trebbio (Sansepolcro) - Età del Ferro.
    Il territorio altotiberino è da circa un trentennio oggetto di ricerche e scavi stratigrafici da parte dell'Unità di Ricerca di Ecologia Preistorica del Dipartimento di Scienze Ambientali “G. Sarfatti” dell’Università di Siena e del Gruppo Ricerche Archeologiche Sansepolcro (Gras), in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana; questa costante attività ha permesso di riportare alla luce molteplici testimonianze relative ad un periodo di tempo compreso tra il Paleolitico inferiore (circa 130.000 – 100.000 anni fa) e l’epoca medieval contribuendo in modo determinante a conferire spessore storico ad una regione che, fino agli anni ’70, era stata estremamente avara di rinvenimenti archeologici. Le prime testimonianze di produzioni ceramiche risalgono all’inizio del IV millennio a.C. (Neolitico finale) (siti di Consuma 1 - Pieve S.Stefano e Il Moresco – Sansepolcro). Da questo momento in poi la valle risulta abitata senza interruzione. A partire dall’età del Bronzo vi si registra un aumento della densità di popolazione; alla fase iniziale ed avanzata di questo periodo (XXIII – XIV sec. a.C.) può essere ascritto infatti un numero abbastanza cospicuo di insediamenti dislocati per lo più lungo il corso del Tevere (Il Mancino, Gragnano e Gorgo del Ciliegio nel comune di Sansepolcro, Sancastrino delle Lole, Consuma 4 e 5 nel comune di Pieve Santo Stefano, I Conchi e San Marco nel comune di Caprese Michelangelo).
  • Gorgo del Ciliegio (Val d’Afra, Sansepolcro) (abitato della media età del Bronzo) Attualmente uno dei principali obbiettivi della nostra ricerca (Università di Siena, CeSQ, GRAS) riguarda proprio il popolamento della valle durante l’età del Bronzo. In quest’ambito è di notevole interesse la scoperta, nell’anno 2000, di un abitato, situato sulla riva sinistra del torrente Afra, in località Gorgo del Ciliegio, databile intorno alla metà del XV secolo a.C. e attribuibile al cosiddetto “Appenninico”, un aspetto culturale diffuso, pur con particolarità locali, in tutto il centro-Italia tra il XVI e il XIV sec. a.C., caratterizzato da una ceramica decorata con motivi geometrici (meandri e spirali) profondamente incisi. A Gorgo del Ciliegio si sono susseguite, fino ad oggi, 6 campagne di scavo effettuate con cadenza annuale (negli anni dal 2001 al 2006), durante le quali è stato possibile portare alla luce i resti di alcune strutture (fondi di capanna, focolari, forni per alimenti, fosse per la conservazione di derrate) (vedi anche ESPOSIZIONE), oltre ad una gran quantità di ossa di animali cacciati e allevati dagli abitanti e di frammenti di contenitori ceramici di diversa forma, dimensione e fattura. Un settore al quale è stato dato particolare rilievo nell’ambito delle ricerche effettuate a Gorgo del Ciliegio riguarda lo studio paleoambientale, avente lo scopo di ricostruire il paesaggio circostante con l’intento di valutare l’impatto esercitato dall’insediamento umano sull’habitat naturale. Dell’equipe di ricerca che lavora sul sito fanno parte, infatti, anche ricercatori dell’Università di Firenze che si occupano di studi geomorfologici, stratigrafici e palinologici e della stessa Università di Siena impegnati in indagini paleobotaniche e archeozoologiche .
  • Spinellina-Trebbio (periferia di Sansepolcro) (età del Ferro) - Un filone di ricerca che l’Università di Siena sta portando avanti da oltre dieci anni in Alta Valtiberina riguarda la località Trebbio e più precisamente la fascia di territorio compresa tra l’attuale abitato di Sansepolcro, il corso del Tevere e il corso dell’Afra. Al Trebbio le numerose ricognizioni di superficie condotte negli anni passati (a partire dal 1989) hanno permesso di individuare un’ampia area caratterizzata dalla presenza di materiali (frammenti di intonaco, scorie, ceramica, manufatti metallici, resti faunistici) inquadrabili tra la fine del IX e il VI sec. a.C. La vastità dei ritrovamenti, che coprono una superficie di qualche decina di ettari, documenta la presenza di un fitto tessuto abitativo e fa pensare all’esistenza di un centro protourbano legato al popolamento di una zona posta all’incrocio delle direttrici dei traffici che dall’Etruria propria andavano verso la Valpadana: uno in senso longitudinale che seguiva la Valtiberina e l’altro in senso trasversale che raggiungeva il caposaldo etrusco di Verucchio attraverso il passo di Viamaggio e la valle del Marecchia. Il fulcro delle attuali ricerche al Trebbio è costituito da un’area situata in località Spinellina dove è in corso, sotto la direzione scientifica del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena e del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università Federico II di Napoli uno scavo stratigrafico del quale è concessionario, nei confronti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Sansepolcro. Lo scavo ha portato alla luce un importante sito produttivo finalizzato alla fabbricazione della ceramica, che ha restituito finora alcune fornaci (vedi anche ESPOSIZIONE) numerose strutture ausiliarie e resti di strutture abitative riferibili ad un arco di tempo compreso tra l’VIII e il VI secolo a.C. Le indagini sul materiale recuperato stanno evidenziando l’esistenza di vivaci contatti e scambi con altri ambiti culturali coevi quali la Pianura Padana, l’Umbria, il Lazio e il mondo Piceno. Anche al Trebbio sono in corso indagini a carattere paleoambientale, portate avanti dal medesimo gruppo di ricerca che lavora sull’abitato di Gorgo del Ciliegio. Sempre a Spinellina sono emersi i resti di una necropoli altomedievale, la cui scoperta va a costituire un altro importante tassello del mosaico che lentamente sta prendendo forma sulla storia del territorio; la presenza di un sepolcreto a Spinellina, oltre a fornire informazioni inedite sulle caratteristiche fisiche della popolazione altotiberina nei secoli antecedenti l’anno mille, ci parla di una continuità insediativa in prossimità dell’attuale Sansepolcro, in un periodo in cui gli abitati si spostano di preferenza sulle alture per esigenze difensive. (LEGGI la conferenza su questo argomento).
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