Percorsi accessibili per non vedenti e ipovedenti

dell’Orto Botanico dell’Università di Siena

 

Il Centro Studi sul Quaternario onlus di Sansepolcro (http://www.cesq.it) ed il personale (ricercatori e tecnici) dell’Orto Botanico dell'Università di Siena (www.passus.it) , hanno appena completato un progetto per rendere accessibile a non-vedenti e ipovedenti alcune parti dell'Orto dell'Università medesima.

Come già l'anno scorso con l'Accademia dei Fisiocritici di Siena (sezione di zoologia:
http://www.cesq.it/accessibilità.htm), la nostra filosofia è stata quella di non costruire niente di precotto (un "percorso tattile" così detto), ma piuttosto di sensibilizzare ed indirizzare il personale del Museo Botanico a formarsi e porsi essi stessi come interfaccia tra il visitatore disabile visivo ed i contenuti fisici e culturali del museo, rinunciando per quanto possibile a percorsi precostituiti (appunto:"precotti"), modelli in vari materiali, testi in braille etc. Abbiamo trovato nei soci dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UIC) e negli istruttori dell'Associazione Nazionale Istruttori Mobilità, Orientamento e Autonomia personale (ANIOMAP) gli specialisti giusti per permettere questo avvicinamento di mondi e sensibilità diverse. Con loro sono state curate le varie fasi della progettazione, lavorando sempre sul campo con visitatori disabili visivi che hanno permesso già in questa fase iniziale, agli operatori dell’Orto, di accumulare un discreto numero di ore di esperienza pratica di accompagnamento e didattica ai non-vedenti. A conclusione è stato organizzato un corso di formazione vero e proprio per il personale dell’Università (questi corsi vengono seguiti sempre anche dagli operatori del CeSQ, perché ogni occasione è importante per imparare e approfondire) che rappresenta un motivo di eccellenza di queste strutture nei confronti di iniziative simili in altri contesti, dal momento che il visitatore non-vedente non viene semplicemente lasciato più o meno solo a visitare un percorso precostituito con modelli e targhette, ma accompagnato da una guida preparata appositamente per questo tipo di lavoro (così facendo, inoltre, la guida è sostanzialmente in grado di rendere accessibile qualunque cosa, all'interno della struttura museale, al visitatore: non esistono "percorsi tattili" precostituiti, tutto è accessibile in uguale modo). Abbiamo trovato, l'anno scorso in Accademia come quest'anno presso l'Orto Botanico, persone straordinarie che si sono impegnate al massimo per capire la psicologia del non-vedente (e la propria, indispendabile per colmare il divario tra come vede il mondo un vedente e come lo vede un non-vedente: senza questo sforzo per capire se stessi e superare i propri pregiudizi, non ci può essere alcuna didattica), il suo approccio con la realtà circostante, le sue capacità di recepire informazioni e ricostruire il mondo intorno a sé.
 
Qui sotto alcune foto  con operatori dell'Orto Botanico e visitatori non vedenti delle federazioni UIC di Siena e Arezzo.


           

 

     

 

     

 

 

 


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